11 ago – Arzua: Giorno di pioggia
lunedì 11 agosto 2008
Ci alziamo che è ancora buio. Fuori piove, e noi non siamo pronti a questo. Decidiamo di prendere l’autobus per questa tappa (quasi 15 km). Arriviamo prestissimo ad Arzua, e notiamo che non siamo gli unici ad aver optato per l’autobus. Facciamo colazione in un bar, come tutte le mattine. E come tutte le mattine, il menu è lo stesso cafe con leche, pan tostado, mantequilla, mermelada, zumo de naranja, platano e, visto che ci sono le olimpiadi, l’ennesima partita di Nadal o l’ennesimo record di Phelps. Facciamo un giretto, sotto la pioggia per Arzua. La sera prima c’è stata una pillow fight, i resti dei cuscini sono ovunque, sembrano dei cumuli di neve sui marciapiedi. Piuttosto strano, considerando che è agosto. Mettiamo gli zaini in fila, e aspettiamo sotto una tettoia leggendo il giornale. Finalmente, entriamo e ci sistemiamo nei letti a castello. Andiamo a pranzo nel ristorante di fronte. Anche qui, mangiamo molto e a poco. Il pomeriggio, piovoso, lo passiamo a sonnecchiare. Leggo della crisi in Ossezia e la semplicità dei giorni che sto vivendo in questo momento, mi fa pensare che è tutto così terribilmente stupido, senza motivo. Giuseppe e Gabriele scendono nella sala comune, dove conoscono un gruppo di Granada molto simpatico. Quando scendo anch’io, me li presentano. Uno del gruppo, Jafet, mi dice che mi aveva notato e aveva pensato fossi un terrorista, per l’abbronzatura e la barba incolta (sono ormai 20 giorni che non la taglio, perché rasarmi mi irrita la pelle e con il sudore sarebbe ancora peggio). Andiamo a cena nello stesso posto di prima, Giuseppe e Gabriele ordinano il pulpo. A detta loro, non è granché. Ce ne andiamo a dormire, da programma, domani dovrebbe essere la penultima tappa.
Vedi le foto del giorno (11 agosto)
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